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Il comune di Orroli è situato a 550 m. s.l.m., alle pendici dell'altopiano
basaltico di Pranemuru formatosi con le ultime eruzioni vulcaniche Plio-Pleistoceniche
che hanno interessato questo estremo lembo del Sarcidano, in una parte di questa regione
storica della Sardegna in cui sono fortemente marcati i segni lasciati dalla presenza dell'uomo
fin dalla preistoria remota .
Tutto il territorio, infatti, ha subito più che in altre parti, marcate trasformazioni
ad opera della continua attività umana, fino ai nostri giorni.
Le profonde e spettacolari gole in cui scorreva il fiume Flumendosa sono oggi in gran
parte sommerse dall'omonimo lago artificiale, mentre nel lato opposto del territorio
grandi porzioni di superfici pianeggianti sono ricoperte dall'invaso
artificiale del Mulargia.
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Questi due laghi realizzati alla fine degli anni 50, che hanno così profondamente
mutato l'ambiente, sono oggi divenuti un'importante risorsa turistica.
Ma la fondamentale risorsa di questo comune della Sardegna centro meridionale
è data dalla straordinaria concentrazione di vestigia del passato.
Siti abitativi e necropoli ipogeiche del Neolitico finale e della prima Età dei metalli,
monumenti dell'Età del Bronzo e del Ferro, unitamente a testimonianze dell'Età Romana e
Altomedievale, sono variatamente distribuite nel territorio.
Insediamenti all'aperto del Neolitico Recente sul bordo dell'altopiano di Pranemuru
sovrastano la necropoli a Domus de Janas del parco comunale Su
Motti, in cui in
mezzo al boschetto di roverelle ,che caraterizzano lo stesso parco, si possono contare
una quindicina di ipogei, scavati sia nella parete rocciosa che in grossi massi erratici
di basalto. L'intero altopiano è inoltre letteralmente
costellato da decine di monumenti della Civiltà Nuragica che danno un'impronta caratteristica
all'intero paesaggio. Fra tutti, per la maestosità e la vastità
delle strutture e per la sua notevole rilevanza scientifica, il più importante è certamente
il Nuraghe Arrubiu, il più imponente complesso monumento megalitico fra tutti quelli presenti
nell'Isola e fra i più importanti di tutto l'occidente europeo. Oggi il Nuraghe Arrubiu,
malgrado la ricerca archeologica sia ancora in corso, è divenuto un importante polo di
attrazione turistica, dotato delle più moderne infrastrutture ricettive e didattiche
gestite a tempo pieno tutto l'anno da una società giovanile (Is Janas a.r.l.) e costituisce
un raro esempio di corretta fruizione di un bene culturale del territorio circostante.
Un altro importante esempio della frequentazione umana nel passato del territorio orrolese
e data dalla chiesa di S. Nicola. Situata nella periferia del rione più antico dl paese,
al centro di una vasta area ricchissima di emergenze archeologiche, delle quali allo stato
attuale è visibile solo il nuraghe omonimo, parzialmente interrato e inglobato nell'antico
tessuto urbano, nel corso dei lavori di restauro ha restituito una grande quantità di
informazioni che consentono di ricostruire la storia del paese.
La rimozione del pavimento, infatti, ha consentito di conoscere tutte le varie fasi di
occupazione dl sito, dall'Età Nuragica ininterrottamente fino ai giorni nostri.
Ai resti di capanne di un villaggio nuragico dall'Età del Bronzo recente e finale
si sovrappongono strutture di Età romana, pertinenti forse ad un edificio di incerta funzione.
Nell'area presbiteriale sono venuti alla luce le fondazioni di un edificio di culto di
piccole dimensioni, costruito su precedenti resti preistorici, forse ad opera di anacoreti
verso la fine del V secolo d.C. nelle prime fasi di evangelizzazione di questa parte dell'Isola.
La struttura fu ampliata nel secolo successivo e trasformata in una minuscola chiesa
cimiteriale a croce greca, con un piccolo nartece e un protiro davanti all'ingresso.
In seguito, in età romanica la navata centrale fu notevolmente allungata; processo che fu
ripetuto anche in periodo aragonese, mentre soltanto nel secolo scorso furono aggiunte
le due navate laterali che conferiscono all'edificio il suo attuale assetto architettonico.
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