PARCO SU MOTTI - un'aula all'aperto per conoscere la natura
ORROLI
Itinerario Geobiologico a cura dell' I.T.A.S. "Duca degli Abruzzi" ELMAS -Ca
FORMATO TESTO
Orroli - 550 metri s.l.m.
Il paese, di circa 2760 abitanti, è posto ai piedi del Monte Pizziogu ( 761 m ) in una conca caratterizzata dalla presenza di roverelle secolari. Sopra il centro abitato si estende il parco comunale “ Su Motti”, circondato da un naturale anfiteatro basaltico reso suggestivo dalla necropoli ipogea costituita da 15 domus de janas, scavate nella parete rocciosa e nei grossi massi basaltici che, insieme alle roverelle, caratterizzano il parco. La presenza delle domus de janas e delle decine di nuraghi, tra i quali il maestoso Nuraghe Arrubiu, testimoniano la presenza dell’uomo nel territorio di Orroli, sin dalla preistoria remota.
Dal centro abitato, in pochi minuti, si raggiunge l’ingresso del parco, segnalato da un masso su cui è inciso il nome “ Su Motti “. Da qui è possibile seguire due sentieri. Il sentiero di destra, evidenziato in rosso nella carta, è più impegnativo, per la maggiore pendenza, soprattutto nell’ultimo tratto. Si inerpica tra i massi di basalto sino a raggiungere l’altopiano di “ Taccu Idda “. Il sentiero di sinistra, in giallo sulla carta, è facile da percorrere e arriva fino alle Domus de Janas. Durante il percorso osserviamo, oltre alle roverelle, altre specie botaniche tipiche della macchia mediterranea. Le specie più rappresentative sono segnalate nel sentiero di destra con un numero rosso, dipinto sulla roccia, e nel sentiero di sinistra con un numero giallo. In questo catalogo gli stessi numeri sono cerchiati in rosso e in giallo. Affianco alla fotografia di ciascuna pianta sono riportati il nome scientifico, il nome in italiano, il nome nel dialetto locale e una breve descrizione botanica, accompagnata da qualche curiosità sull’utilizzo della pianta da parte dell’uomo. Questa guida, rivolta agli studenti, ai turisti e a tutti i cittadini, vuole essere un piccolo contributo alla conoscenza del territorio, della sua vegetazione spontanea e dell’impatto che su di essa hanno le attività umane, per lo sviluppo di una cultura e di una sensibilità basate sul rispetto dell’ambiente e sulla sua salvaguardia.
Quercus pubescens Willd - Roverella - Arroli
Il nome del paese di Orroli è un chiaro riferimento al nome dialettale di questa pianta. E’ l’unica quercia presente in Sardegna che perde le foglie. E’ una specie tipicamente mediterraneo- montana, poco esigente, che vegeta in boschi radi e luminosi, dai 500 ai 1300 - 1400 m di altitudine, adatti per il pascolo del bestiame. I frutti (ghiande) sono prodotti in quantità nel periodo autunno - inverno.
Le formazioni di roverella in Sardegna sono ormai limitate a poche zone, Salto di Quirra, Gennargentu, Monte Gonare, e per lo più si trovano in uno stato profondamente degradato. Soprattutto nel passato c’è stato un taglio sconsiderato di queste piante in quanto il legno, duro e tenace, era usato nella costruzione delle case, delle botti, delle traversine delle ferrovie, e anche come legna da ardere. Successivamente il pascolo eccessivo e gli incendi hanno impedito il ripopolamento spontaneo. Solo un immediato e oculato intervento dell’uomo, a tutela del patrimonio forestale, potrà forse evitare la scomparsa di queste bellissime piante, insieme a tante altre specie botaniche.
Anagyris foetida L. - Anagiride - Siliqua crabina
Arbusto caducifolio con fiori e foglie a sviluppo invernale, dal forte odore sgradevole se spezzato o schiacciato. Vegeta in terreni aridi e rocciosi, ai bordi delle strade. I frutti, simili ai fagioli, contengono semi ricchi di un alcaloide molto tossico (anagirina). Le foglie tritate e unite al bianco d’uovo venivano usate come ingessatura provvisoria.
Rosa canina L. - Rosa selvatica - Arrolariu
Arbusto legnoso con fusti eretti o arcuati, sarmentosi e spinosi. Le foglie, alterne, sono divise in 5-7 foglioline ovali, dentellate ai margini. I fiori sono solitari o in gruppi di 2-3, con 5 petali bianchi o rosati. Il frutto piriforme è rosso a maturità. Fiorisce da maggio a luglio. L’acqua di rose è utilizzata in cosmesi come disinfettante e tonico per pelli delicate. Si prepara il rosolio con 100 g. di acquavite, 20 g. di miele e due gocce di essenza di rosa canina.
Osyris alba L. - Ginestrella - Scova de bingia
Piccolo arbusto alto sino 1,5 metri, sempreverde, semiparassita; svolge la fotosintesi, ma assorbe acqua e sali minerali dalle radici e dai rami di altre piante. Le foglie, piccole, lineari, si sviluppano in inverno e sono quasi assenti in estate. Fiori poco appariscenti, i maschili riuniti in fascetti, i femminili solitari, giallastri; fiorisce da aprile a giugno. Il frutto è una drupa carnosa rossa, di sapore acido. I fusti, flessibili e sottili, erano usati per la costruzione di scope rustiche.
Daphne gnidium L. - Dafne - Truiscu
Arbusto perenne molto velenoso con rami eretti, fittamente ricoperti di foglie appuntite, caduche, tra le quali spuntano piccoli fiori bianchi e bacche rosse. Antica pianta tintoria dalla quale si ottengono varie tonalità di giallo; l’aggiunta di solfato di ferro al bagno di colore conferisce al filato una colorazione nerastra.
Euphorbia characias L. - Euforbia - Lua
Pianta erbacea perenne, robusta, parzialmente pelosa. Presenta foglie appressate solo nella parte superiore del fusto. La pianta per il suo latice fortemente tossico era usata nei corsi d’acqua per stordire i pesci nella pesca di frodo (da qui l’espressione dialettale “ pisci alluau “ )
Ruscus aculeatus L. - Pungitopo - Pisciallettu
Pianta perenne sempreverde con fusto eretto, ramificato. Le foglie, verde scuro, sono in realtà dei rametti trasformati (cladodi) e portano inferiormente piccoli fiori verdastri, che danno origine a belle bacche rosse. I nuovi getti primaverili sono consumati come gli asparagi. La medicina popolare le attribuisce proprietà aperitive e diuretiche (da quest’ultima proprietà deriva il nome dialettale).
Cistus salviifolius L. - Cisto femmina - Murdegu de procus
Arbusto sempreverde ricoperto di peluria bianca non vischiosa, vegeta dal livello del mare sino a 1000 m. Inconfondibile per i vistosi fiori bianchi, raramente forma popolamenti puri, ma più spesso è in associazione con le tipiche piante della macchia. Le foglie ovali o ellittiche , bianco pelose sulla pagina inferiore, ricordano quelle della salvia ( da qui il nome scientifico )
Hedera helix L. - Edera - Era
Pianta perenne rampicante, con radici avventizie lungo i rami. Vegeta anche in luoghi ombrosi, formando veri e propri tappeti di foglie verde scuro, da lobate a cuoriformi. Fiori in grappolo, piccoli e verdastri da cui si originano bacche nere velenose. Le foglie essiccate si usano per infusi con proprietà balsamiche e espettoranti; ridotte in crema avrebbero proprietà lenitive contro le scottature.
Quercus ilex L. - Leccio - Illixi
Costituisce la quercia tipica delle foreste mediterranee occidentali. Per la sua adattabilità vegeta dal livello del mare sino alle zone montuose. Molti dei boschi sacri ai Romani erano costituiti da lecci. Probabilmente la parola legno deriva proprio dal latino ilignus = leccio. Il frutto, la ghianda, comunemente consumato dal bestiame, un tempo veniva torrefatto e usato come surrogato del caffè.
Phyllirea latifolia L. - Fillirea - Arrideli
Arbusto tipico della macchia mediterranea di 2-3 m di altezza, molto ramificato dalla base, della stessa famiglia botanica dell’olivo. Dai fiori, piccoli, bianchi,, si sviluppano frutti tondeggianti bluastri. Forma polloni che per la loro flessibilità e resistenza sono usati per lavori di intreccio. La corteccia ha proprietà tintorie e conferisce al filato colorazione gialla
Opuntia ficus-indica Mill. - Fico d’India - Figu morisca
Pianta succulenta originaria del Messico, introdotta in Europa intorno al 1500. Ha un portamento arborescente, con fusti articolati e rami appiattiti, ellittici ( cladodi ), che svolgono la funzione di fotosintesi e di riserva d’acqua. Le foglie sono trasformate in spine. Sul margine superiore dei rami si aprono in primavera - estate grandi fiori gialli e quindi i frutti, la cui polpa, zuccherina e profumata ha un ottimo sapore.
Pistacia lentiscus L. - Lentisco - Modditzi
Arbusto o piccolo albero molto ramificato sempreverde, tipico della macchia. . Ama posizioni calde e soleggiate. Le foglie, ricche di tannino, erano utilizzate per la concia delle pelli, mentre il legno, ottimo da ardere, veniva usato per la fabbricazione degli stuzzicadenti. Dai frutti si ricavava un olio, ( oll’ e stincu ), usato un tempo per l’illuminazione, per la cura delle ferite del bestiame e per friggere le zeppole.
Asphodelus microcarpus Salzm. et Viv. - Asfodelo - Cadrilloni
Pianta perenne erbacea con foglie lineari che escono a ciuffo dal terreno; da queste si erge un lungo scapo con fiori bianco-rosati. Le radici carnose permettono alla pianta di sopravvivere a periodi di siccità o agli incendi; la pianta non è gradita al bestiame e la sua abbondanza è segno di degrado e sovrapascolo. Le foglie vengono usate per intrecciare cestini. E’ citato da Grazia Deledda (Cenere ) come componente di amuleti contro il malocchio.
Ferula communis L. - Ferula - Feurra
Pianta erbacea perenne con fusto robusto e slanciato alto da 1 a 5 metri. Vegeta negli incolti, spesso associata all’asfodelo. I fiori sono raccolti in vistose ombrelle gialle. E’ nota come pianta tossica, ma gli studi sui suoi principi attivi sono discordanti. Certo è che in alcune località gli animali la mangiano senza danno e addirittura, nel siniscolese, si mangiano i fusti in prefioritura, fatti arrosto. Coi fusti si costruiscono sgabelli o altri utensili. Spesso alla sua base si trova un apprezzato fungo, il Pleurotus eryngii var. ferulae.
Cistus incanus L. - Cisto bianco - Murdegu arrubiu
Il nome di cisto bianco non deriva dal colore dei fiori, che sono rosa, ma dall’aspetto biancastro delle foglie e del fusto, dovuto all’abbondante peluria. E’ un arbusto eretto, sempreverde, che vegeta dal livello del mare sino ai 1000 m, preferendo le zone più soleggiate. E’ indifferente al tipo di terreno. Come altri cisti veniva usato in fascine per il fuoco. La pianta contiene una resina, il ladano, utilizzata in profumeria.
Crataegus monogyna Jacq. - Biancospino - Kalavrigu
Arbusto o alberello molto spinoso, caducifolio. Vegeta al limite dei boschi e nelle radure in posizioni soleggiate, anche in terreni aridi e rocciosi. Il legno, duro e compatto (Crataegus, dal greco cratòs = duro) viene usato per lavori di tornitura. I frutti di colore rosso brillante hanno proprietà cardiotoniche e vasodilatatrici, così come l’infuso ottenuto dai fiori, fatti essiccare all’ombra.
Lonicera implexa Aiton. - Caprifoglio - Mamm’e linna
Arbusto rampicante sempreverde, con rami volubili lunghi due e più metri, verdi azzurrognoli. Cresce nei boschi e nelle macchie di tutto il bacino del Mediterraneo, spingendosi ad est fino alla Grecia. Le foglie sono opposte, prive di picciolo. I fiori, intensamente profumati, sono bianco rosei poi tendenti al giallo. I frutti sono piccole bacche rosse ovoidali con più semi. Fiori e foglie essiccati hanno proprietà antisettiche, astringenti, diuretiche; contengono acido salicilico.
Celtis australis L. - Bagolaro - Srugaxia
Albero alto sino a 10-20 m, con foglie caduche. Le infiorescenze, che si sviluppano in primavera, portano fiori maschili ed ermafroditi di piccole dimensioni. I frutti sono delle piccole drupe, prima bianco-verdastre, poi nere a maturità, commestibili ( cirixedda ). Pianta mellifera, longeva e rustica. Il legno veniva usato per costruire il giogo dei buoi.
Rubus ulmifolius Schott. - Rovo - Orrù
Arbusto spinoso sempreverde, con rami ricadenti o striscianti, spesso infestante negli incolti. I suoi frutti ( more ) sono commestibili, ricchi di vitamina A e C e con spiccate proprietà astringenti, molto apprezzati freschi o in marmellate. Il decotto di radici ha azione antireumatica e astringente ed è usato in gargarismo come disinfettante del cavo orale.
Smilax aspera L. - Salsapariglia - Titioni
Pianta rampicante che cresce formando fitti intrecci con altre piante arbustive come il lentisco. Le lucide foglie sono cosparse sul margine e sulla nervatura principale della pagina inferiore di spine ricurve, presenti anche lungo il fusto ( da qui anche il nome di stracciabrache). Dai fiori, piccoli, biancastri, si sviluppano bacche rosse, poi nere. I germogli giovani sono consumati come gli asparagi. Dalle radici si preparano decotti con proprietà anti-infiammatorie per reni, prostata e fegato.
Pyrus amygdaliformis Vill. - Perastro - Pirastu
Arbusto spinoso o piccolo albero di 7-8 m. Vegeta in zone soleggiate, nelle radure e ai margini dei boschi. Cresce lentamente e viene usato come porta innesto per diverse varietà coltivate. I frutti sono piccoli pomi, graditi agli uccelli e ad altri animali. Il legno è utilizzato per lavori di ebanisteria e di intaglio.
Smyrnium olusatrum L. - Macerone - Macciaroni
Pianta erbacea aromatica, biennale, alta sino a 1,30 m . Vegeta nelle zone ruderali, in tutta la Sardegna. Le foglie inferiori hanno un’ampia guaina sul fusto, le superiori sono senza picciolo, divise in tre segmenti ovali. I fiori, piccoli, gialli, ricchi di nettare, formano grandi ombrelle . I frutti sono neri. Diffusa dai Romani, veniva anticamente coltivata per usi simili al sedano. Si usano le giovani foglie, i bottoni fiorali e anche i semi macinati come il pepe.
Una delle domus de janas che formano la necropoli ipogea situata al termine del sentiero giallo, sulla destra
Il campionamento, effettuato con gli studenti lungo il sentiero, ha permesso di rilevare la presenza di affioramenti di basalto duro e compatto, di colore grigio scuro, e di basalto bolloso. Nel periodo pliocenico, circa 2 milioni di anni fa, la zona è stata interessata da manifestazioni vulcaniche che hanno portato alla messa in posto di vulcaniti basaltiche.
Le rocce basaltiche poggiano su sedimenti marnoso-arenacei del periodo miocenico. Essi testimoniano, con il loro contenuto di microfossili, che in quel periodo la zona era invasa dal mare.
Numerosi e grossi massi basaltici, staccatisi dal fronte roccioso, caratterizzano il paesaggio
Il presente catalogo è stato realizzato, grazie alla collaborazione e al contributo del Comune di Orroli, dai docenti dell’Istituto Tecnico Agrario Statale “ Duca degli Abruzzi” di Elmas, Roberta Bottini, Isa Podda, Pierpaolo Schirru, Franco Sestu, Daniela Varsi, a conclusione del progetto di educazione ambientale che ha coinvolto gli studenti delle classi 3° D e 3° E nell’anno scolastico 2001-2002.